Handsome young physical therapist giving a leg massage in a health center

Sedute di fisioterapia per pazienti disabili. Conca (M5S): “Necessari chiarimenti su costi e prestazioni delle strutture convenzionate”

Gentilissimi,
facendo seguito alle interlocuzioni intercorse nelle scorse settimane con il dipartimento di Salute e alle diverse segnalazioni che mi giungono da pazienti e operatori, si rende necessario approfondire il punto relativo al numero di prestazioni giornaliere di riabilitazione domiciliare effettuate dai fisioterapisti che lavorano nel privato convenzionato ai sensi del Regolamento regionale n. 20/2011.
Premesso che:
Ogni prestazione riabilitativa domiciliare effettuata dal fisioterapista deve durare non meno di 45 minuti” (R.R. n.16/2010 e R.R. n.20/2011); considerando che ogni Fisioterapista impieghi in media 72 minuti totali per recarsi al domicilio del paziente e per effettuare la prestazione di 45 minuti si ricava che in 6 ore lavorative lo stesso possa effettuare al massimo n. 5 prestazioni di riabilitazione domiciliare.
Per n. 25 prestazioni riabilitative domiciliari giornaliere si richiede, dunque, la presenza di n. 7 Fisioterapisti per 36 ore settimanali, assunti a tempo indeterminato, poiché un Fisioterapista non svolge la propria attività lavorativa per l’intero anno (causa ferie, festività, permessi, malattie), affinché il Presidio di Riabilitazione possa effettuare 25 prestazioni giornaliere, le altre n. 2 unità garantiscono la turnazione dovuta proprio alle assenze. Si evidenzia, altresì, che le prestazioni di riabilitazione, al pari di tutte le prestazioni sanitarie, devono assicurare l’efficacia dell’intervento ed il raggiungimento di obiettivi di qualità, al fine di ottimizzare la spesa. La complessità delle tipologie di disabilità che prevedono la riabilitazione domiciliare (art. 2 R.R. n. 20/2011) sono tali per cui una prestazione riabilitativa al di sotto dei 45 minuti contemplati dal Regolamento perderebbe efficacia. La durata minima di 45 minuti non esclude, tuttavia, che la prestazione riabilitativa, affinché risulti appropriata e correlata al bisogno del paziente ed al relativo Progetto Riabilitativo Individuale, possa raggiungere i 60 minuti (Linee Guida 1998 e Piano d’indirizzo per la Riabilitazione).
Non mi dilungherò oltre con le premesse che conoscerete meglio di me e, qui appresso, mi preoccuperò di evidenziare alcune disfunzioni e anomalie rappresentatemi che, a mio parere, dovrebbero allertare codesto ufficio. In spregio a quanto sopra esposto, mi è stato riferito infatti che la quasi totalità delle aziende private che si occupano di riabilitazione domiciliare, di cui all’ex art. 26 833/1978, al fine di risparmiare sulle competenze dei fisioterapisti costringono questi ultimi ad effettuare una prestazione ogni 60 minuti, anziché i 72 minuti previsti dai regolamenti regionali di cui sopra, così arrecando un danno alla collettività e ancor prima ai lavoratori e agli assistiti. La domanda nasce spontanea: se la tariffa regionale di 48,00 euro a prestazione è stata calcolata sulla base del costo di 7 fisioterapisti per 25 prestazioni settimanali (36 ore), non vi pare che essa vada quantomeno rivista al ribasso alla luce del consolidato modus operandi? Non ritenete opportuno verificare, anche per il tramite della Guardia di Finanza, quello che avviene con i soldi dei contribuenti per stanare i furbi? Su una spesa regionale complessiva di 120 milioni, ho ragione di ritenere che potremmo risparmiare molti milioni di euro, che potrebbero essere utilizzati per evitare i continui tagli all’assistenza domiciliare da parte delle Asl per carenza di fondi, le interruzioni di servizio pubblico per presunti risparmi e le lunghe liste d’attesa per i nuovi utenti. In alcune strutture, mi dicono, è addirittura consuetudine l’utilizzo della banca ore che penalizza oltremodo i dipendenti. Mi raccontano anche, con preghiera di tenere riservato il loro nome per le inevitabili ritorsioni che subirebbero, che la presenza di diverse tipologie di contrattazione collettiva i (Aiop, Uneba, etc,,) viene utilizzata per applicare un trattamento salariale inadeguato rispetto alle mansioni svolte, sì che alcuni operatori vengono assunti con contratti per RSA pur operando esclusivamente nel domiciliare, con ciò creando ulteriore disparità tra i lavoratori. Alla luce di quanto precede , chiedo di conoscere la quantità e la tipologia di controlli effettuati negli ultimi cinque anni da codesta struttura al fine di verificare la puntuale applicazione dei regolamenti regionali da parte delle strutture che erogano prestazioni riabilitative fisioterapiche domiciliari. Sollecito altresì con la presente una massiva operazione di controllo su tutto il territorio regionale, al fine di salvaguardare i pazienti, gli operatori e le casse regionali.
Rimango a disposizione per ogni eventuale ulteriore chiarimento e con l’occasione porgo cordiali saluti.
mario conca

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