Regionalismo Differenziato…fermatevi!

 

Qualche giorno fa intervenni sulla questione del regionalismo differenziato (https://bit.ly/2TEFmGp), ma ci sarebbe da fare un lungo discorso sul regionalismo introdotto dalla riforma costituzionale del 2001. Senza conoscere il pregresso è facilissimo sbagliare, proverò ad accennarlo brevemente, nella speranza che si apra un dibattito serio. #Emiliano ha cambiato idea dopo essere partito in quarta, ma questo non fa notizia e non è una novità, ora è il momento di fare fronte comune per evitare l’ennesima ingiustizia.

 

La #riforma del titolo V della #Costituzione, pur avendo dato interessanti spunti di riflessione a livello nazionale e locale nel primo quinquennio di entrata in vigore, è fallita per la sostanziale mancata applicazione dell’art.119 in termini di “autonomia finanziaria di entrata e di spesa” di gestione autonoma di tributi ed entrate proprie e di reale “compartecipazioni al gettito di tributi erariali riferibile al loro territorio”. Tutte cose che avrebbero dovuto “finanziare integralmente le funzioni pubbliche loro attribuite.” Quindi, mentre sul tema della legislazione concorrente la questione è stata più o meno risolta da un decennio di sentenze della Corte Costituzionale che ne hanno definito il quadro, si è avuta, dal lato della gestione economica, la sostanziale deresponsabilizzazione delle classi politiche locali in quanto disponenti di autonomia di spesa ma dipendenti dal lato entrate dai riparti di fondi nazionali. Per cui, all’inizio, si è speso allegramente e ricorso all’indebitamento con larghezza, il tempo delle vacche grasse, tanto ripianava lo Stato centrale. Giunti poi all’epoca di #Monti, le vacche magre, che introdusse il pareggio di bilancio e la sua armonizzazione, e all’esplosione delle varie “rimborsopoli”, si è di fatto dissolta la capacità programmatoria ed amministrativa di Regioni ed enti locali rinchiusi in una cura dimagrante esagerata, schizofrenica per molti versi e totalmente vincolata agli “equilibri di bilancio” nazionali imposti da Bruxelles.

Passare oggi al regionalismo differenziato senza avere affrontato prima i nodi irrisolti (che sono molti più di quelli gravi di cui scrivevo qualche giorno addietro) è una scelta suicida che introdurrà solo ulteriore caos e irresponsabilità nel sistema. Vanno fermati subito, sperando che non vi sia un accordo sotteso tra #Lega e #M5S, del tipo, vi votiamo il reddito di cittadinanza se ci votate il regionalismo del Triveneto. Sarebbe l’ennesima #Caporetto per tutti Noi.

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