Sanità – Un viaggio della speranza a Roma…

Sono di ritorno da #Roma dove ho partecipato ad un gruppo di lavoro sulla sanità con alcuni colleghi regionali, alcuni parlamentari e esponenti del ministero. Ancora una volta ho rappresentato l’inderogabile necessità di riformare il sistema sanitario nazionale pena la sua soccombenza. Passaggio al ruolo unico del medico per ripristinare giustizia sociale all’interno della categoria, ridefinizione dei criteri di riparto per una equa perequazione, numero alla francese e specialistica agganciata al fabbisogno epidemiologico e alla quiescienza, abolizione dei vincoli assunzionali per tutte le figure sanitarie fermo restando il pareggio di bilancio, adeguamento dello stipendio netto per i dirigenti medici, abolizione del superticket, abolizione della libera professione, Cup Unico Digitale, Fascicolo Sanotario Nazionale, etc… Dopodiché, chi più lavorerà più guadagnerà, percependo una quota del ticket, del drg e del nomenclatore tariffario per le ore di straordinario fino a poter guadagnare 10 mila euro al mese, al pari di un collega olandese. Stesse possibilità di arrotondamenti avranno infermieri e professioni sanitarie. Chi vorrà continuare a guadagnare 700 mila euro l’anno nel pubblico, potrà licenziarsi e andare a lavorare nel privato. Magicamente sparirebbero le liste d’attesa e le visite a pagamento rimarrebbero un lontano ricordo. Per fare questo, però, bisognerebbe assumere alla dirigenza i medici di base, pediatri, 118ottisti, continuità assistenziale, addio convenzioni, accordi integrativi regionali, prestazioni domiciliari, scap e care #Puglia. A quel punto tutti loro dovrebbero turnare h24 nei pta o ospedali di comunità per decongestionare l’acuzie trattenendo codici bianchi e verdi, i 2/3 del totale, con il risultato di azzerare le estenuanti attese al pronto soccorso che dovrà trattare solo i codici gialli e rossi. Il tutto spendendo meno, grazie all’appropriatezza, all’organizzazione e all’eliminazione del conflitto di interessi.

Spero lo comprendano perchè non c’è più tempo…il bene si piange quando si perde!

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