I tumori non vanno in quarantena, fare ad horas il tampone a tutto il personale a ai degenti dell’Istituto Oncologico per metterlo in sicurezza!

 

 

Il contagio del dirigente medico #endoscopista dell’IRCCS #GiovanniPaoloII, diagnosticato avantieri, dimostra come i pronto soccorsi promiscui, in uno dei quali lavorava la moglie, sono un micidiale vettore del virus. Non essere intervenuti immeditamente con tamponi a tappeto, ha fatto sì che il degente della #chirurgia generale risultato positivo, abbia verosimilmente veicolato nell’ospedale il #Covid19. Si è acceso un #focolaio? Dove stanno i pompieri armati di #tamponi?

Non si può rischiare di infettare l’intera struttura, i tumori non vanno in quarantena. I pazienti oncologici hanno difese immunitarie fortemente debilitate per via dei cicli di terapie a cui si sottopongono e va preservata la loro incolumità. Vanno fatti immediatamente i tamponi a tutti coloro che hanno a che fare con l’ospedale Hub per la #Puglia per cercare di circoscrivere e debellare il contagio prima che sia troppo tardi. L’ideale sarebbe sottoporre a tampone tutti i pazienti che si ricoverano, e che sono ricoverati, il nemico Covid19 è invisibile e subdolo. Emiliano ha dichiarato che con l’ausilio dei due istituti zooprofilattici potremmo fare 2000 tamponi al giorno. Perché ieri ne abbiamo fatti solo 466 e nei giorni scorsi ancora meno? I positivi asintomatici sono i vettori più contagiosi, se non li individuiamo subito mettiamo ancora più a rischio l’assistenza per tutti. Non si può rischiare di rallentare l’operatività dell’Istituto a carattere scientifico, si agisca ad horas per non falcidiare il personale sanitario, la sanità la fanno soprattutto le persone.

Sono giorni che chiedo, invano, di mettere in sicurezza il sistema sanitario regionale optando per strutture dedicate ed esclusive per contenere il contagio. In verità lo dice anche l’organizzazione mondiale della sanità e l’hanno capito anche in #Lombardia, #Toscana ed #EmiliaRomagna. L’ospedale #Militare di #Bari sarebbe stato l’ideale vista la sua grandezza e perimetrazione, si può fare? Ci sarebbe Monte Laureto a #Putignano immerso nel verde e lontano da tutto. Il sanatorio D’avanzo a #Foggia potrebbe diventare più centrale nel piano d’emergenza. Ci sono poi il Fallacara a #Triggiano, il Sarcone a #Terlizzi, l’ex ospedale di #Mottola gia previsto per post acuzie, il Ninetto #Melli di San Pietro Vernotico e un’altra decina di #PTA o ex #ospedali in giro per la Puglia. Ovviamente ci sarebbe pure un capannone di 6 mila metri alla #Fiera del Levante oppure gli ospedali da campo #ABC, etc…ma loro adorano la promiscuità, Policlinici di #Bari e Foggia docent.

Se le soluzioni sopra non sono di gradimento della #TaskForce regionale, si potrebbe scegliere un ospedale a provincia e farlo diventare Covid19 nella sua interezza spostando tutte le altre emergenze negli altri nosocomi per evitare i pericolosi vasi comunicanti. Ovviamente in tutti gli ospedali devono essere usati i dispositivi di protezione individuali idonei altrimenti non serve a nulla, visto che i positivi #asintomatici non ce l’hanno scritto in fronte e nessuno di noi può definirsi immune.

Forza e coraggio!!
Mario

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