Centri Autogestiti di Salute Mentale – Piazza Grande a Santeramo è salva!

Dopo due anni ce l’abbiamo fatta a raggiungere questo primo traguardo a Santeramo, ma la battaglia è ancora lunga perché mancano Latiano, San Severo, Modugno, Bari, etc… Un sentito grazie a Maria, Teresa, Luca, Rosa, Carlo, Tonino, gli amici 180 Puglia e tutti gli altri che si sono spesi in questi anni per dare attuazione alla lettera H della legge 26/2006 per puntare alla recovery degli utenti stabilizzati coinvolgendo le famiglie e le associazioni come la santermana ATSM Speranza.

In calce il mio intervento in aula del dicembre 2017 per non dimenticare

Centri di socializzazione autogestiti. Conca (M5S): “Grazie anche alle mie sollecitazioni, la Giunta ha definito la copertura finanziaria”

 

“Grazie alla delibera approvata dalla giunta regionale, finalmente è stata disposta una dotazione finanziaria di € 1.500.000,00, per  l’attivazione dei Centri Diurni co-gestiti tra Associazione di familiari ed utenti, Asl ed Ambiti Sociali. Un primo passo verso il cambiamento che coinvolge anche l’ambito del Piano Sociale di Zona di Altamura. Da anni mi batto per modificare il comma H della legge 26/2006, sui centri autogestiti sperimentali, per cui avevo proposto anche un emendamento nel Bilancio di previsione del 2018, bocciato con la promessa di un nuovo Regolamento, che ora grazie anche alle mie sollecitazioni, è diventato realtà”, così il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Mario Conca

 

“Una battaglia che porto avanti da due anni seguendo i centri di socializzazione autogestiti come Piazza Grande di Santeramo, unitamente all’associazione ATSM Speranza e all’amministrazione comunale, e il Marco Cavallo di Latiano in cui si uniscono volontariato, centro di salute mentale e privato sociale per puntare ad una socializzazione che coinvolga l’intera città. Lo scorso anno mi sono battuto per chiedere all’ambito del Piano Sociale di Zona di prorogare il progetto sperimentale portato avanti nel centro di Santeramo e ho continuamente tallonato il direttore del Dipartimento di Salute Mentale Semisa, la quiesciente Dirigente delle dipendenze patologiche De Palma e il direttore di Sezione dell’assessorato alla Salute Campobasso, affinché procedessero con il regolamento per superare la fase di incertezza amministrativa. Sulla salute mentale è in atto un attacco teso a smantellare sempre più il pubblico e realtà low cost e innovative come il Marco Cavallo di Latiano, il Mens di Modugno, Piazza Grande di Santeramo e l’Art Village di San Severo, a vantaggio di un privato profit che alla recovery preferisce la più remunerativa cronicizzazione. Una situazione che denunciamo da anni. Oggi, un primo passo è stato fatto nella direzione del cambiamento”. 

LINEE GUIDA CENTRI DIURNI PSICHIATRICI 

Allegato A
Linee Guida Regionali ai DSM per l’attivazione dei Centri Diurni co-gestiti tra Associazione di familiari ed utenti, Asl ed Ambiti Sociali ai sensi dell’art. 9 lettera f) della L.R. 26/2006

Il Centro Diurno cogestito tra Associazione di familiari ed utenti, Asl ed Ambiti Sociali, con l’eventuale coinvolgimento delle Organizzazioni del Terzo Settore (Privato Sociale Accreditato), previsto dall’art. 9 lettera f) della L.R. 26/2006, è attivato in sede di co-progettazione partecipata, attraverso la compartecipazione delle risorse tra DSM ed Ambiti Sociali.
In virtù dei prevalenti obiettivi di carattere sociale, l’accesso alle persone con disagio psichico ed alle loro famiglie è libero e volontario, con la funzione di accogliere e favorire la socializzazione e l’inclusione sociale prevalentemente di pazienti in carico al CSM, stabilizzati clinicamente, che hanno concluso un percorso riabilitativo, nonché di supportare ed informare/formare i loro familiari.
Il Centro ha un’apertura settimanale orientata a garantire, a regime, n. 8 ore al giorno per 6 giorni alla settimana, ma comunque con una flessibilità che consenta lo svolgimento delle attività ed iniziative programmate e che debba essere prevista nella convenzione stipulata tra ASL, Ambito Sociale, Associazione ed, eventualmente, Privato Sociale Accreditato; potrà assicurare la frequenza da parte di almeno 20 persone con disagio psichico ed essere aperta alla frequenza di un numero anche superiore di utenti, familiari, cittadini, in occasione di iniziative ed attività che la prevedano.
Le figure professionali che compongono l’équipe e costituiscono lo standard minimo di personale sono:
– n. 1 Psicologo per 12 h settimanali;
– n. 1 Educatore/TRP Coordinatore per 5 h settimanali;
– n. 2 Educatori/TRP a tempo pieno (oppure n.4 Educatori /TRP part time per complessive 72 h settimanali);
– n. 1 OSS per 24 h settimanali
Le suddette figure professionali possono essere fornite dalla ASL o, qualora vi sia carenza di personale pubblico, dall’Associazione che cogestisce il Centro, o dal Privato Sociale Accreditato, qualora coinvolto.
I Servizi di pulizia e piccola manutenzione del Centro possono essere affidati a persone con disagio psichico, attraverso il reclutamento per il tramite di una Cooperativa sociale di tipo B e/o attraverso la definizione di uno specifico progetto individualizzato per il riconoscimento del sussidio omofamiliare.
Il coinvolgimento dei Soci dell’Associazione è esclusivamente di tipo volontario.
Il Centro, contraddistinto da una forte integrazione con il contesto territoriale di riferimento, organizza attività laboratoriali, con frequenza settimanale, pratico-manuali, espressive, sportive, culturali, artistiche che potranno essere condotte dai volontari dell’Associazione o da altre Associazioni di volontariato presenti sul territorio.
Inoltre, l’Associazione organizza eventi interni ed esterni, con finalità di risocializzazione, di lotta allo stigma, di crescita culturale e realizza interventi informativi e di supporto rivolti alle famiglie.
La convenzione tra la ASL, l’Ambito e l’ Associazione di familiari ed utenti seguirà le procedure previste dall’art 56 del Dlgs 117/17 “Codice del Terzo Settore”, privilegiando le Associazioni di familiari ed utenti appartenenti al territorio di riferimento del CSM in cui allocato il Centro e garantendo, inoltre, nel miglior modo possibile, la continuità assistenziale e la stabilità delle relazioni. L’eventuale coinvolgimento del Privato Sociale Accreditato seguirà all’uopo le procedure previste dal Codice degli Appalti D.lgs n.50/2016.
Il direttore del DSM provvederà alla determinazione di un Budget, al fine di cofinanziare le attività del Centro diurno cogestito, comprensivo del rimborso delle spese del Personale Tecnico previsto, qualora non fornito dal Servizio Pubblico.
Il Centro può essere identificato come entità edilizia autonoma o come spazio aggregato ad altre strutture, fermi restando gli specifici requisiti previsti per ciascuna struttura.
La struttura deve, in ogni caso, prevedere:
– congrui spazi destinati alle attività, non inferiori ad una superficie di almeno mq 250, inclusi i servizi igienici e le zone ad uso collettivo;
– zone ad uso collettivo, suddivisibili anche attraverso elementi mobili, per il ristoro, le attività di socializzazione e ludico-motorie con possibilità di svolgimento di attività individualizzate;
– una zona riposo distinta dagli spazi destinati alle attività;
– autonomi spazi destinati alla preparazione e alla somministrazione dei pasti, in caso di erogazione del servizio;
– spazio amministrativo;
– linea telefonica abilitata a disposizione degli/lle utenti;
– servizi igienici attrezzati:
– 2 bagni per ricettività fino a 20 utenti, di cui uno destinato alle donne;
– 3 bagni per ricettività oltre 20 utenti, di cui uno riservato in rapporto alla ricettività preventiva uomini/donne.
– un servizio igienico ed un o spogliatoio per il personale.
Tutti i servizi devono essere dotati della massima accessibilità in conformità alle norme vigenti in materia di superamento delle barriere architettoniche.

DELIBERA DI GIUNTA REGIONALE 

53-3-linee guida c. diurni cogestiti Ass.ASL Ambiti Soc. Lettera F art 9 l.26 del 2006 (1) (1)

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