Vergognosa la carenza di dispositivi di protezione per gli operatori sanitari…

Permane la carenza di dispositivi di protezione individuali adeguati (DPI) per tutti gli operanti sanitari. Questo è il primo motivo della diffusione del contagio. Siamo arrivati al paradosso che se vuoi beccarti il Coronavirus, ti basta varcare la soglia di un nosocomio. Noi siamo confinati nelle mura domestiche e il Covid19 viaggia a piede libero e in ambulanza? Leggere quanto dichiara il presidente del’associazione Ala Azzurra è sconvolgente, nega l’evidenza, smentendo anche il dottor Scardia, direttore della centrale operativa del 118.

Il fatto che in Italia siamo degli incapaci è ormai sotto gli occhi del mondo. Francia e Germania possono addirittura esportare le mascherine e noi non riusciamo neanche a garantire il fabbisogno domestico, questa la sintesi. Io ho proposto ad Emiliano e Montanaro una soluzione low cost e made in italy per mettere in sicurezza la Puglia. Mascherine in TNT (FFP2) lavabili per 560 cicli ma non ho avuto né resto e né risposta, neanche un minimo di interessamento per valutare la questione. La querelle dell’ossigeno al DEA di Lecce è davvero paradossale, è proprio il caso di dire che mentre il medico studia il paziente muore. Per fortuna abbiamo ancora solo l’1% di terapie intensive occupate da pazienti Covid19, altrimenti saremmo molto preoccupati.Il nostro pensiero deve essere costantemente rivolto verso tutti gli operatori sanitari che, senza protezioni idonee, sono chiamati ad un sacrificio enorme in trincea mettendo a rischio la propria incolumità e quella dei loro cari. A mio parere, per i prossimi mesi, tutti i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta e le guardie mediche, mantenendo un contatto telefonico con i loro assistiti, dovrebbero essere precettati per dare manforte su tre turni, o in reperibilità, nei PTA cittadini e negli ospedali Covid19 e non, al fine di sopperire alle carenze di organico. Stessa cosa deve valere per tutti gli specialisti ambulatoriali, gli universitari e i liberi professionisti che sono rimasti a casa per disposizioni aziendali e regionali che hanno ottemperato ai DPCM. Il giuramento di Ippocrate è ancora attuale, quando è guerra è guerra per tutti! Forza e coraggio, sotto i freschi.

Vedere i generali, equipaggiati di mascherine FFP2, calcare le passerelle a favore di flash e i soldati alla mercé del rischio biologico senza l’essenziale addosso, sul campo di battaglia, mi fa arrabbiare moltissimo. L’augurio è che passata questa emergenza, perché sono certo che passerà, si continui a dare valore e centralità al sistema sanitario, partendo proprio dalla risorse umane. Il mio abbraccio virtuale va a tutti loro, ma ancora più forte agli autisti, ai volontari e ai soccorritori delle ambulanze del 118 (forse un giorno ce la faremo con il NUE112) che sono costretti a rischiare la vita per 20/30 euro a turno, pagati a nero e senza tutele assicurative e contributive, da associazioni che di onlus hanno solo la ragione sociale e per volontà della pubblica amministrazione. Incredibile ma vero.

L’emergenza urgenza sarebbe dovuta essere il fiore all’occhiello del sistema sanitario regionale e, invece, è diventata la Cenerentola pugliese.
Presidente/Assessore Emiliano, sappi che la sacrosanta ricompensa per loro dovrà essere obbligatoriamente l’internalizzazione di cui si parla da anni, sia essa operata mediante Areu, che è stata approvata in commissione sanità da oltre un anno e langue all’ordine del giorno del Consiglio regionale perché la tua maggioranza l’ha bloccata, sia essa realizzata per il tramite delle Sanitaservice che dipendono dalle sei aziende sanitarie locali. Io te lo ricorderò anche in tempi di pace, così come ho fatto in questi anni, puoi starne certo.

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