UNA SANITÀ AL COLLASSO CHE NON FUNZIONAVA GIÀ PRIMA DEL COVID-19

La Sanità era alle pezze già prima del Covid, ma almeno allora una prenotazione a due anni per mammografia te la davano, una colonscopia a nove mesi era possibile se non avevi 300 euro per farla dopo pochi giorni nello stesso ospedale, un intervento programmato si poteva fare armandosi di pazienza e imbottendosi nell’attesa di antidolorifici, una biopsia per indagare era ancora possibile, i cup erano aperti, ma ora?

Ora solo se paghi puoi avere assistenza celere per certe patologie, per un’ischerectomia o un ernia in qualche anno te ne uscivi, oggi ci vogliono 4 mila euro. L’alternativa? Farsi raccomandare da uno buono, i diritti spacciati come favori. Per tenere sotto controllo le cronicità è una giungla, devi sperare di aggravarti per essere trattato in emergenza.

La cosa gravissima è l’aver bloccato addirittura tutti gli screening, che più o meno facevano, come quello alla cervice e quello mammografico, quello al colon retto non era ancora partito nonostante fosse un Lea da anni. Tutte queste diagnosi precoci non fatte quanti morti produrranno nel prossimo futuro? Quante vite stravolgerà la mancata prevenzione? È il caso di dire, chi vivrà, vedrà!

Poveri noi, viviamo in una nazione che da vent’anni a questa parte non assicura più l’assistenza necessaria a tutti, ma solo quella che ci possiamo permettere per far quadrare i conti che ci fanno a Bruxelles.

Beato è chi non si trova in uno stato di bisogno, perché qui abbiamo tutto e funziona tutto finché non ci serve niente…Mario

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