Ospedale della Murgia – Ho scritto al ministro Giulia Grillo per denunciare l’interruzione di servizio pubblico!

La chiusura temporanea di un reparto all’ospedale del Mare di Napoli per la festa a bordo piscina organizzata dal neo primario non è meno scandalosa della chiusura estiva dell’intero reparto di Ortopedia all’Ospedale della Murgia di Gravina/Altamura, l’ospedale più nuovo della Regione, per consentire ai medici di andare legittimamente in vacanza. Un fatto gravissimo, purtroppo non l’unico del nosocomio murgiano di primo livello che rischia di vedersi chiudere anche la pediatria, che ho voluto stigmatizzare scrivendo una lunga nota al Ministro della Salute Giulia Grillo invitandola a venire in Puglia e a inviare ispettori ministeriali…buona lettura!
Carissima Giulia,
un mesetto fa ti ho scritto a proposito della drammatica situazione in cui versa l’ospedale pediatrico Giovanni XXIII chiedendoti l’invio di ispettori ministeriali (per maggiori dettagli leggi qui: https://bit.ly/2KiErWM), visto che lì si muore di ipertermia maligna per incapacità gestionale, di sepsi per una assurda promiscuità rianimatoria che non rispetta i livelli minimi di sicurezza e molti sono spesso costretti a correre in emergenza al Bambino Gesù o al Gaslini per il pressappochismo di alcuni operatori, la totale assenza di governance sanitaria e una direzione generale che si attende ancora ad un anno dallo scorporo dall’azienda universitaria. Ho raccolto altro materiale come richiestomi dalla signora Patacchia della tua segreteria e, nei prossimi giorni, lo invierò alla tua attenzione. Ora invece, nelle more che tu possa organizzarti per venire in Puglia a vedere personalmente come siamo combinati, voglio denunciarti alcune delle gravi inadempienze, degli sprechi e delle iniquità che caratterizzano il nostro sistema sanitario regionale. Di ogni ASL potrei elencarti una miriade di ingiustizie e abusi, ma per ora mi limiterò alla sola Asl Bari, una delle più grandi d’Italia con i suoi 1,4 milioni di assistiti, con particolare focus sull’Ospedale della Murgia che è il nosocomio più nuovo di Puglia ed è, per questo, la perfetta sintesi della schizofrenia amministrativa e politica. Continuano a finanziare la costruzione di nuovi ospedali, sono affetti dalla sindrome del mattone, mentre chiudono gli esistenti o non li portano a regime (per maggiori informazioni leggi qui: https://bit.ly/2NZ7Szi). Continuano a lucrare con gare centralizzate sul lavanolo, sugli ausilii per tracheotomizzati e sulla refezione ospedaliera da dieci anni in proroga, che oltre a non farci risparmiare nulla e a scemare in qualità, fanno raddoppiare e triplicare i prezzi consolidando oligopoli a danno delle PMI (per maggiori informazioni leggi qui: https://bit.ly/2KeenvF – https://bit.ly/2mZqrYK – https://bit.ly/2AqIMHL).
Le asl continuano ad essere sempre meno provider e sempre più commitment, costringendo professionisti sanitari ad una precarietà ventennale che li vede assunti e sottopagati da cooperative e ad ogni gara devono essere licenziati e sperare di essere assunti in forza di una calusola sociale (per maggiori dettagli leggi qui: https://bit.ly/2M9f23n).
Con 5 delibere di giunta hanno stravolto la già compromessa sanità pugliese depauperando ancor più il servizio pubblico ospedaliero e rimandando l’implementazione del filtro territoriale (per maggiori dettagli leggi qui: https://bit.ly/2AyrnfY). Hanno interpretato il DM 70, che mi auguro andrete a rivedere in alcune parti, operando uno scellerato piano di riordino che prescinde dal buonsenso, dai bacini d’utenza e dall’epidemiologia ma asseconda logiche di appartenenza politica e interessi clientelari. Ci sarebbero esempi in tutte province, ma rischierei di essere enciclopedico, qui ti segnalo il caso dell’Ospedale Santa Maria degli Angeli di Putignano, di cui ti allego il dettagliato esposto inviato al Ministero della Salute dal comitato cittadino lo scorso 6 febbraio 2018, che è stato declassato ad ospedale di base privando un territorio di 200 mila persone di specialità importanti e salvavita.
La Puglia è una regione priva di un assessore alla Sanità da tre anni perché il Presidente Emiliano ha trattenuto per se l’importante delega, unitamente a diverse altre, senza di fatto occuparsene. Una regione che ha 4 commissari straordinari illegittimi da aprile 2018, Asl Bari, Asl Brindisi, Asl Taranto e AOU Policlinico di Bari, stante l’impugnativa ministeriale che evidenzia il mancato rispetto del Decreto legislativo 171 e la violazione degli articoli 3, 97 e 117 della Costituzione (per maggiori dettagli leggi qui: https://bit.ly/2NWYV9u ). Con l’arresto del Direttore Generale dell’azienda sanitaria locale barese dello scorso 6 luglio (per maggiori dettagli leggi qui: https://bit.ly/2M8Jivr e qui: https://bit.ly/2AsJxQq), paradossalmente, è l’unica azienda che sta rispettando la legge con l’interim assegnato straordinariamente al Direttore Amministrativo, ma in ‘compenso’ la situazione della predetta Asl si è incancrenita oltremodo.
Seguo le vicissitudini dell’Ospedale della Murgia dal 2013 (per lo storico clicca qui: https://bit.ly/2OxvRqb), un anno prima dell’inaugurazione che servì all’ex assessora alla sanità per farsi la campagna elettorale e risultare eletta al parlamento europeo nel 2014. Nel 2015 presentammo un’interrogazione ministeriale (maggiori dettagli qui: https://bit.ly/2LPN9jL) e nello stesso anno una regionale (per maggiori dettagli leggi qui: https://bit.ly/2K9C1tn). Da allora poche cose sono leggermente migliorate e molte altre sono peggiorate o, addirittura, si attendono in trepidante attesa come la coronografia interventisitica (Emodinamica). In 4 anni sono cambiati 4 direttori sanitari e tanti medici sono transitati per poi muoversi in strutture più stimolanti, è naturale che le cose vadano di male in peggio, sembra ci sia la volontà di non farlo decollare per non far collassare le strutture vicine come il Miulli e alimentare la mobilità passiva nella vicinissima Matera (25 km).
Oltre a chiudere l’ortopedia il 27 luglio 2018, è stata sospesa l’attività elettiva di urologia già da fine giugno, è stata ridimensionata la medicina generale per non chiudere l’osservazione breve intensiva settimane addietro, dal 7 agosto chiuderà anche l’ambulatorio che si occupa di medicare gli stomizzati, si paventa anche la chiusura della Pediatria facendo rischiare il penale ai dirigenti medici del reparto e sin dall’apertura abbiamo un primario ad interim del pronto soccorso, che è anche coordinatore del 118 (per maggiori dettagli leggi qui: https://bit.ly/2mXcxpL), che eroga quotidianamente disservizi di cui sono stato spesso testimone oculare. Purtroppo le cose che non vanno all’ospedale della Murgia sono ancora molte, ma voglio segnalarti la pista dell’elisoccorso che non è mai entrata in funzione e necessità di manutenzione. Danni erariali che dovrebbero essere attenzionati dalla Corte dei Conti e che invece si aggiungono alla lunga lista di sprechi. 
Le motivazioni sono da ricercarsi nel fatto che alla ASL BA, il costo complessivo dell’assistenza ospedaliera è superiore a quanto programmato a discapito di quella territoriale e pressoché concentrata nel capoluogo di Regione, mancanza, questa, che va ad intasare inappropriatamente l’emergenza urgenza mettendo a repentaglio la pubblica incolumità nel nord e nel sud della popolosa provincia. È presto detto, quindi, che non si avrà mai un’assistenza ospedaliera decorosa nell’entroterra (Gravina – Altamura – Poggiorsini – Alberobello – Monopoli – Putignano – Molfetta – Corato – Ruvo – Terlizzi – etc…) se non si comincerà a spendere meno a Bari e nel suo hinterland. Come? Ad esempio, trasformando gli Ospedali San Paolo e Di Venere in un unico presidio del tipo ‘Ospedali Riuniti di Bari’, evitando i doppioni (sprechi per mantenere strutture complesse agli amici), inserendo i reparti mancanti, conservando i posti letto e aggiungendovi posti di riabilitazione-lungodegenza visto che il post acuzie è spesso introvabile. Le risorse umane ed economiche residue, darebbero linfa all’asfittico entroterra. Se non lo faranno al più presto, dopo aver eliminato la chirurgia toracica e l’anatomia patologica al San Paolo, dopo aver chiuso la radiologia interventistica, l’endoscopia, tentato di chiudere l’unica neurochirurgia della AslBa (per maggiori dettagli leggi qui: https://bit.ly/2KeeMOW) e l’emodinamica al Di Venere, pericoli non scongiurati, li chiuderanno entrambi nel 2021. Scenario più che verosimile, visto che la bassa complessità del case mix produrrà un peso medio del punto di DRG non congruo con il rapporto ricavi costi del 7% introdotto con le leggi di stabilità del 2016 e 2017, a tutto vantaggio dei baronati e delle cliniche private circostanti.
Cosa fare? Spostare risorse e primari da Bari in periferia per garantire livelli essenziali d’assistenza e di salute a tutti i cittadini.
Se non si farà così i conti non torneranno mai. È evidente che gli interessi baresi hanno priorità sulle scelte di giustizia sociale e buonsenso e influenzano pesantemente le scelte della direzione sanitaria. Perché non chiudere una delle 7 ortopedie del barese, nelle more di trovare una soluzione strutturale? Anziché chiuderla, perché non si è pensato di accorpare la chirurgia generale con l’ortopedia per sopperire alla carenza d’organico che in estate si fa sentire pesantemente? 
Perché non si è cooptato personale a gettone dai reparti ortopedici del capoluogo per garantire i turni?
Sarà che scontentare l’elettorato del San Paolo o di Carbonara non conviene ad una classe politica miope? La verità è che l’entroterra non sposta molti voti e quindi può morire lentamente, l’importante è che non lo si dica apertamente. È vero, ci sono delle difficoltà oggettive nel reperimento del personale che rivengono da anacronistici vincoli nazionali e da un malcostume diffuso (per maggiori dettagli leggi qui: https://bit.ly/2AyrnfY e qui: https://bit.ly/2LOmCU3), ma le responsabilità della dirigenza amministrativa e politica barese sono tantissime ed evidenti. Ottimizzare e razionalizzare l’offerta barese per garantire la giusta assistenza al sud e al nord del barese, è davvero una necessità vitale e non è più rinviabile. Con il cuore non si scherza e pure le patologie tempo dipendenti sono inquinamente distribuite nella Asl Bari. Otto Emodinamiche nel raggio di una trentina di chilometri, di cui 6 a Bari Città, e zero a Nord e a Sud della provincia. Se due fossero decentrate nell’entroterra, a quel punto il mio esposto alla procura della Repubblica non avrebbe più senso perché l’alberobellese, il gravinese e il poggiorsinese potrebbero rispettare la golden hour (per maggiori dettagli leggi qui: https://bit.ly/2LFZuYz) evitando la morte o danni permanenti al miocardio. 
Voglio renderti partecipe di altri fatti gravi che avvengono quotidianamente in provincia di Bari. Non si fa chirurgia elettiva pediatrica ai minori di dieci anni perché gli anestesisti non possono e non vogliono operare senza gli standard minimi di sicurezza imposti dalle linee guida. I cittadini vanno fuori asl o fuori regione e in emergenza rischiano doppiamente. Non si fa più chirurgia toracica non oncologica avendo smembrato il San Paolo per rimpinguare l’IRCCS Oncologico. Non esiste più l’anatomia patologica anch’essa concentrata al Giovanni Paolo II e da due anni hanno cassato il dipartimento di riabilitazione per la gioia dei disabili. In provincia di Bari non si fa chirurgia oculistica e otl pediatrica sotto i dieci anni per la mancata convenzione della Asl Bari con il polo pediatrico Giovanni XXIII nonostante la disponibilità di anestesisti e otorinilaringoiatri.
Potrei continuare, l’elenco sarebbe ancora molto lungo, ma vorrei tu venissi al più presto per renderti conto e, da subito, ti chiedo di intervenire presso il dipartimento di Salute e la direzione della Asl Bari al fine di indurli a ripristinare il servizio pubblico, la legalità e la giustizia sociale.
Un caro saluto 
Mario 

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