No Restraint

Pazienti legati al letto non solo nelle strutture psichiatriche. Ho presentato mozione per eliminare la contenzione. Michele Emiliano, e se un giorno toccasse a te?

Ho presentato una mozione (leggi qui mozione_contenzione_no_restraint) per impegnare la Regione Puglia a mettere in atto tutte le azioni necessarie per arrivare all’azzeramento della contenzione nei Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura (SPDC).

La contenzione meccanica consiste nel legare a letto una persona con mezzi come bande per letto, cinghie per letto, cinghie addominali e cinture contenitive e al contrario di quanto si possa pensare non si esegue solo nei luoghi di cura psichiatrici, ma anche nelle residenze per anziani, case di cura private, comunità terapeutiche e presidi ospedalieri. Quello che deve essere chiaro è che non è una pratica poco usata come molti vorrebbero far credere e questo mi ha spinto a presentarla. Quando un giovane tirocinante va in un reparto, o in uno SPDC, e c’è una persona che rischia di cadere, oppure è aggressiva, i colleghi più esperti gli fanno vedere come si fa, preferibilmente si prende il paziente in cinque, uno per ogni arto e uno per la testa, e lo si lega. Negli anni gli operatori si sono convinti che tale pratica sia giusta e che legare una persona serva principalmente a tutelarla. Sono in pochi, purtroppo, a poter esprimere il proprio dissenso, tuttavia si tratta di una pratica non contemplata nella nostra legge sanitaria, la legge 180, che prevede come massima coercizione il TSO; è una pratica incostituzionale, se leggiamo con attenzione agli articoli 13 e 32 della Costituzione.

La Regione Puglia con la delibera n 2548 del 22/11/2011, evidenziando le criticità riscontrate nell’analisi del fenomeno della contenzione, si è impegnata ad effettuare un monitoraggio dello stesso e ha predisposto apposite raccomandazioni, tuttavia allo stato non risultano intraprese azioni risolutive del problema nelle strutture psichiatriche e nelle strutture per anziani. Nella mozione si chiede al governo: di elaborare un progetto regionale “per una psichiatria NO Restraint” che veda coinvolti oltre agli SPDC anche i Centri di Salute Mentale; il potenziamento della formazione del personale aziendale e il coinvolgimento delle aree sanitarie che non si occupano direttamente di salute mentale, tra cui Reparti Ospedalieri, Case di Cura Private, Comunità Terapeutiche, RSA ed RSSA; la redazione di norme cogenti in materia e la responsabilizzazione dei Direttori Generali delle ASL (la contenzione come obiettivo del salario di risultato).

Nella nostra regione il fenomeno non è monitorato. L’ultima rilevazione per i reparti di psichiatria risale al 2010 e rivela un massiccio ricorso alla contenzione fisica da parte di tutti gli SPDC Pugliesi con una sola eccezione. Dovremmo prendere esempio da quelle città dove il problema è stato affrontato con successo, uno di questi è Trieste, dove l’ASS 1, il 15 febbraio 2006, con delibera n.109, ha attivato la: “Commissione per il monitoraggio e l’eliminazione della contenzione meccanica, farmacologica, ambientale e delle cattive pratiche assistenziali, vecchie e nuove”. Da vari anni ormai la contenzione in quella città si è azzerata e ora stanno migliorando i dati anche nel resto della regione.

Mi sono interessato a questa tematica fin dal 2015.

Divina provvidenza, in discussione un ordine del giorno teso a richiedere la proroga rispetto al termine ultimo per presentare le manifestazioni d’interesse, fissato al 10 Ottobre p.v., e a valutare l’acquisizione diretta della struttura da parte della Regione Puglia. La maggioranza, su richiesta di Emiliano, decide di emendarlo e svuotarlo, chiedendo esclusivamente un impegno da parte della giunta regionale a vigilare sulle procedure di vendita.

Ma scusate, la Regione non dovrebbe farlo d’ufficio, considerato che eroghiamo a Casa Divina Provvidenza 66 milioni di euro all’anno in convenzione?
Purtroppo Emiliano nello scegliere non ha dato il giusto peso all’anello più importante della catena, i PAZIENTI.

Per questo motivo sono intervenuto per leggere, scusate la commozione, la lettera che avevo ricevuto nei giorni scorsi da Nunzia Cariglia, paziente dell’ortofrenico e da 61 anni rinchiusa tra quelle mura, nella speranza che la maggioranza potesse desistere… così non è stato

Ecco il mio intervento durante il Consiglio Regionale del 6 ottobre 2015.

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