Liste d’attesa. Conca: “Una Giunta incapace costringe il Ministero a impugnare la legge regionale. E i pugliesi aspettano ancora”.

“L’impugnativa da parte del Governo della legge sulle liste d’attesa (0_LR_13_2019) dimostra quanto avevamo già denunciato più volte in aula in fase di approvazione: il testo partorito da un inciucio tra destra e sinistra  e completamente diverso rispetto a quello originario, era totalmente inutile e non sarebbe servito in alcun modo a risolvere il problema principale della nostra sanità. Dopo oltre 15 mesi di attesa non si è riusciti neanche a produrre un testo conforme alla Costituzione”. Così il consigliere del M5S Mario Conca in seguito all’impugnativa da parte del Governo della legge per il contenimento delle liste d’attesa, in quanto viola gli articoli 81 e 117, 2° comma lettera I, della Costituzione.

“Per assecondare i desideri di una parte della categoria medica i consiglieri Zullo e Pellegrino – continua Conca – avevano totalmente snaturato l’art 3 di quella legge,  presentando emendamenti per eliminare l’automatismo del blocco dell’intramoenia in caso di un disallineamento superiore a 5 giorni nell’erogazione delle prestazioni in regime istituzionale e introducendo l’acquisto di prestazioni da privati convenzionati, nonché più fondi ai medici. Proprio su questo punto è arrivata l’impugnazione del Ministero, in quanto i fondi destinati sarebbero stati attinti dal fondo di perequazione, che è in realtà un fondo vincolato. La seconda impugnazione riguarda, invece, l’acquisto di prestazioni dai convenzionati, impugnato ai sensi dell’art 81 perché manca di copertura”

“Siamo stati i primi a chiedere il blocco automatico in caso di disallineamento delle prestazioni  – prosegue il pentastellato – con un emendamento al Bilancio di previsione 2018, bocciato da maggioranza e opposizione, perfino dallo stesso consigliere Amati, che poi è tornato indietro sui suoi passi. Per fortuna il nostro Governo ha emanato il nuovo piano nazionale di governo delle liste d’attesa e istituito il numero 1500 a cui i cittadini possono rivolgersi per conoscere i loro diritti e segnalare quello che non va, ma è sempre più evidente che il SSN necessita di profonde riforme che da tempo vado sollecitando. Purtroppo per la Puglia, invece, la Giunta regionale – conclude – si lascia impugnare tutte le leggi, o quasi, per il pressapochismo e l’incapacità di risolvere le tante criticità, facendo restare ferma la nostra Regione e negando diritti ai pugliesi”.

Ecco  le motivazioni

la legge della Regione Puglia n. 13 del 28/03/2019, recante “Misure per la riduzione delle liste d’attesa in sanità – Primi provvedimenti”, in quanto una norma riguardante i fondi integrativi invade la materia dell’ordinamento civile, riservata alla legislazione esclusiva dello Stato, in violazione dell’art. 117, secondo comma, lett. 1), della Costituzione. Un’altra norma riguardante le spese per il personale è suscettibile di determinare nuovi o maggiori oneri privi copertura finanziaria, ponendosi in contrasto con l’art. 81 della Costituzione.

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