Autismo…a proposito di consapevolezza!

A quasi tre anni dall’approvazione del regolamento sulla Rete Assistenziale per l’autismo siamo ancora a un nulla di fatto. A parte qualche nastro tagliato qua e là da #Emiliano, Fasano, Mottola, etc.. i centri territoriali per l’autismo (CAT) sono carentissimi di personale e non riescono a erogare prestazioni sanitarie in tempi utili, le attese medie per una prima visita neuropsichiatrica vanno dai 4 ai 10 mesi, e non si occupano dell’importantissima attività riabilitativa. I dipartimenti di salute mentale non riescono a verificare l’operato del privato convenzionato e delle associazioni, queste ultime si limitano al solo metodo Aba senza riuscire ad evadere tutte le richieste e necessità, ma soprattutto si contnua ad alimentare la mobilità passiva con aggravio di costi sociali per le famiglie. Siamo in attesa della realizzazione degli oltre cinquanta moduli, tra ambulatoriali, semi residenziali e residenziali, che sono stati assegnati un anno fa a privati ma che ancora non esistono perché devono perfezionare l’iter di accreditamento, una burocrazia lentissima che fa male alla salute. Insomma, circa 4 mila bambini affetti da disturbi dello spettro autistico e almeno altri 10 mila con disturbi psichiatrici, non riescono ad essere presi in carico da un sistema sanitario regionale che esiste solo sulle carte…

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