Intervista – Assistenza Specialistica Scolastica, un’odissea metropolitana…

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Il lavoro dell’assistente scolastico è un ruolo fondamentale per l’istruzione. Il servizio di assistenza specialistica scolastica (A.S.S.) favorisce il diritto allo studio, all’integrazione scolastica e allo sviluppo dell’autonomie e per farlo si avvale di tre figure professionali: assistente alla comunicazione Lis, per gli alunni sordi; educatore professionale, per alunni con disabilità motorie, cognitive e comportamentali; tiflologo, per alunni ciechi.

Con la Legge del Rio, nel 2015 la titolarità del servizio è passata nelle mani della Regione che a sua volta ha passato in avvallimento il tutto alle Province e alla Città Metropolitana di Bari anno dopo anno fino al 2017. Il reclutamento del personale specializzato veniva fatto, ormai dal 2010, secondo una graduatoria a seguito di un Avviso Pubblico per Titoli e Colloquio. Dall’anno scolastico 2018/2019 la Regione ha deciso e imposto che la modalità di gestione doveva essere esternalizzata a terzi, tramite una gara d’appalto di durata annuale.

Una decisione ritenuta priva di ogni giustificazione e controproducente per diversi motivi. “Ci ha gettato nello sconforto – scrivono nel comunicato gli operatori ed educatori Lis -. Da anni al servizio con la formula del contratto a partita IVA. Il personale da anni svolge un compito di grande delicatezza e invece di essere stabilizzato, è stato improvvisamente escluso e senza la possibilità di aggancio alla graduatoria del concorso pubblico”.

“Questa esternalizzazione – continuano – condanna tutti gli educatori ad un futuro di perenne precarietà con stipendi ancora più bassi. Il tutto con la sostanziale passività delle organizzazioni sindacali. In più implica una instabilità che li demotiva, amplificando il fenomeno dell’abbandono del ruolo con continue defezioni e rinunce all’incarico, con conseguenti gravi ripercussioni sulla qualità del servizio agli utenti che si caratterizza per la enorme delicatezza nel rapporto tra operatore ed assistito”.

“Sarebbe opportuno – affermano – che la Regione Puglia chiarisse pubblicamente le reali motivazioni di tale decisione, precisando l’entità dei vantaggi e i beneficiari di questa esternalizzazione e complicazione del servizio”.

“Negli ultimi giorni – concludono nel comunicato – abbiamo letto di stabilizzazioni che hanno interessato diversi settori, ma noi che lavoriamo per l Ente da oltre 15 anni siamo messi fuori. Infine, nonostante la nostra mobilitazione, che va avanti da mesi, ancora oggi i nostri ragazzi sono a scuola senza l’Assistenza Specialistica, servizio fondamentale per questi giovani. Il diritto allo studio dove è?”.

Fonte: Quotidiano Italiano Bari 

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