A GRAVINA L’INTERESSE PUBBLICO VIENE SRMPRE DOPO QUELLO PRIVATO!

Quel Silos è un ‘rudere’ inutilizzato da tanti anni e sarà sempre più a rischio crollo se non si interverrà.

Siamo d’accordo, qualcosa in quell’area va e andava fatta, ma ovviamente nel rispetto delle norme, che pare non stiano ossequiando, e nell’interesse pubblico che non dovrebbe essere mai secondo a nessuno. Quell’area dovrebbe poter consentire la realizzazione di servizi alla residenza, cioè utili alla collettività, e non servizi residenziali per consentire l’ennesima speculazione edilizia a privati. Sbloccassero le aree edificabili così davvero calmieriamo i prezzi delle case.

Un cambio di destinazione d’uso con atto dirigenziale e senza una variante al PRG con passaggio in consiglio comunale, come regola vorrebbe, non è un buon incipit. Io non ci vedrei appartamenti in quell’immobile, ci vedrei qualcosa che manca in una città come la nostra e che, prima o poi, ce la farà a fare incoming intercettando grosse direttrici e grossi gruppi. Il turismo lento, e non di massa, è sicuramente servito dall’attuale offerta ricettiva, ma se da noi volesse soggiornare un gruppo di 100 persone? Un hotel 4 stelle lì lo vedrei benissimo, peraltro prospiciente l’area ‘fieristica’, sempre che il privato trovi l’interesse a farlo. Oggi vanno a pernottare a Matera e ad Altamura.

Alcuni dicono, si, ma è una proprietà privata? Cosa può fare il comune per impedirlo?

Così come l’amministrazione comunale, non dando indirizzo politico agli uffici, ha deciso di non espropriare quelle aree negli anni, per altre questioni ha deciso che altre aree private fossero destinate a verde o a servizi. Ciò significa che poteva, doveva a mio parere, limitare le potenzialità di quell’area per tutelare l’interesse cittadino. Perché non l’ha fatto?

A detta di molti, infatti, i nuovi proprietari pare abbiano trovato l’appiglio proprio nel piano casa. Peccato che il piano casa, mi dicono, in quell’area sottoposta a vincolo non possa essere applicato così come recita l’articolo 6. Il restauro poi non è contemplato dal piano casa che invece parla di ristrutturazione che, peraltro, in quell’area non può essere operata perché sottoposta a vincolo.
A chi mi ha raccontato i fatti, non essendo io del mestiere e tecnico, ho chiesto di preparare un esposto circostanziato così da poterlo sottoscrivere e sottoporre all’attenzione degli enti proposti alfine di verificarne la legittimità e fugare ogni dubbio. Staremo a vedere.

Una cosa è certa, in via Vittorio Veneto non meritano la mia fiducia per tutto il pregresso e questa storia sicuramente ha tanti ingredienti che rendono legittimi i retropensieri. Leggere poi un sindaco che scarica la colpa agli uffici che lui stesso nomina e dirige a bacchetta, e francamente ridicolo.

Il dirigente Stasi non poteva firmare procedimenti, non è assolutamente nuovo a queste cose, e poi lasciare ad altri la patata bollente visto che se n’è andato in quiescenza. Sarà un caso che tale Liuzzi di Noci, vicinissimo al PD, è amico dell’onorevole Lacarra del PD che è a stretto contatto con il Sindaco Valente del PD, nella sua qualità di segretario regionale, e che tutti sono bellamente sostenitori di Emiliano che ha sempre approvato con la sua maggioranza, io ho sempre votato contro, le modifiche al piano casa? Sembra la fiera dell’est, ma vi assicuro che in cinque anni di regione ne ho viste e denunciate molte.

Perché quelli di Noci hanno comprato l’immobile? Perché sanno bene che le carte si accomodano ex post con una politica compiacente, con la complicità di pareri sibillini di enti sovraordinati, con avvicendamenti dirigenziali e con procure addomesticate o inadempienti.

Resta da capire a chi verrà affidata la progettazione dei lavori per completare il quadro, ma se il buongiorno si vede dal mattino, non ci rimane che rimanere vigili…Mario

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