AQP. Conca: “Tra Cda e stabilizzazioni irrealizzabili, il caos regna sovrano”

AQP. Conca: “Tra Cda e stabilizzazioni irrealizzabili, il caos regna sovrano”.

 

In Acquedotto Pugliese il caos regna sovrano. Ieri pomeriggio si sono dimessi la consigliera d’amministrazione Carmela Fiorella e il Presidente De Sanctis, facendo decadere il Cda. Il lecito dubbio è che non avendo una giusta causa per revocare il mandato di  Nicola Canonico si sia fatto decadere il Cda per poi procedere a nuove nomine. A questo si aggiunge la situazione dei 24 lavoratori precari di AQP, a cui Emiliano ha promesso una stabilizzazione nonostante il parere contrario dello stesso Cda da lui nominato.

Già nei mesi scorsi avevamo chiesto ad Emiliano di venire a riferire in aula prima di procedere con le nuove nomine in AQP, ma ancora non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Nel frattempo l’assemblea dei soci ha deliberato l’aumento dei componenti da 3 a 5, già deciso con una delibera della Giunta Regionale e non è mai stata smentita la nota vocale diffusa dagli organi di stampa, nella quale la moglie di Simeone Di Cagno Abbrescia, riferiva che lo stesso Emiliano avrebbe promesso al marito una nomina “molto probabilmente nell’Acquedotto Pugliese”. Riteniamo grave quanto sta succedendo e soprattutto che AQP sia diventato in questi mesi teatro della battaglia politica tra Emiliano e Canonico, quest’ultimo ha alzato il tiro proprio perché si sente già alternativa politica in vista delle comunali baresi, mettendo in secondo piano il bene dell’ente. Emiliano deve fornire tutti i chiarimenti necessari al Consiglio e ai pugliesi. A questo punto non mi meraviglierei se Di Cagno diventasse Presidente, De Sanctis direttore generale e Fiorella tornasse a far parte del cda. Tutto questo per far fuori Canonico che, a suo dire, aveva impedito affidamenti diretti sempre a talune imprese? Chissà, ciò che è certo è che lui cercava di ottenere visibilità politica come dimostrano le dichiarazioni del triumvirato Canonico-Olivieri-Di Rella.

L’aumento del cda a 5, a questo punto, non è più scontato avendo risolto con dimissioni a cascata in ossequio alla volontà del socio unico, la Regione Puglia. Se invece confermeranno i 5 componenti, per tentare di recuperare un minimo di credibilità, verosimilmente entreranno anche Gallucci e Grandaliano (rifiuti Aseco ed energie rinnovabili). Bisogna tener presente che a dicembre 2017 la Regione fece un’ordinanza con cui designò Aseco alla gestione del sito dei rifiuti di Cerignola. Chi fissa la tariffa? Ager. Chi è a capo dell’agenzia? L’abbiamo già nominato.
E chi è l’altro re dei rifiuti? indovinate un po’. Diventerà Aqp la cabina di regia dei rifiuti e Aseco sarà lo strumento? Chi vivrà, vedrà, sempre che la Procura non arrivi prima per farci capire e spiegarci realmente come stanno i fatti.

Capitolo a parte quello dei lavoratori precari a cui è scaduto il contratto a tempo determinato, già prorogato sino al limite massimo di 36 mesi, che chiedono un’ulteriore proroga di 12 mesi che gli garantirebbe per legge la trasformazione del contratto a tempo indeterminato.

“Una stabilizzazione ancora mai realizzata, seppur garantita dal Presidente Emiliano il 21 febbraio in piena campagna elettorale, pur sapendo di andare ben oltre le condizioni previste nel bando, che prevedeva il contratto per un solo anno e senza nessuna opzione di conversione a tempo indeterminato. Sarebbe curioso vedere i nomi e i cognomi dei 24 addetti, cognomi familiari tra sindacati e politica, per comprendere il perché non si prediliga un concorso dando la possibilità a tutti di partecipare.

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