Sanità, ospedale Monopoli-Fasano. Conca: “Costruire nuovi ospedali senza avere il personale necessario è fumo negli occhi”

 

“La sanità non è fatta dalle strutture ma dalle persone. Per carità, gli ospedali nuovi piacciono a tutti, ma a che serve costruirne di nuovi se poi nei fatti restano delle scatole vuote, con pochi reparti e ancor meno personale? E soprattutto perchè depotenziare l’offerta sanitaria esistente già da ora in attesa di un nosocomio che, se tutto va bene, sarà completato tra non meno di cinque/sette anni?”. Lo dichiara il consigliere del M5S Mario Conca in seguito alla cerimonia per la posa della prima pietra del nuovo ospedale Monopoli – Fasano.

“Il rischio – continua il pentastellato – è che si ripeta quanto già accaduto per l’ospedale della Murgia, la cui costruzione ha richiesto ben 18 anni, e che dall’inaugurazione del 2014 attende ancora tutto. La Banca del sangue non è ancora operativa, l’emodinamica rimane una chimera nonostante l’angiografo a soffitto e la sala di monitoraggio, personale carente in ogni unità operativa, pensiline per dializzati e utenti rimaste sulla carta, parto analgesia non praticata per indisponibilità/capricci anestesiologica, parto in acqua impossibile nonostante una vasca idromassaggio di colore arancione posta nella sala operatoria di rinforzo che funge da ripostiglio, sala per trapianto cornee in attesa di opere murarie malgrado le professionalità presenti, poche sedute di sale operatorie che allungano liste, chiusura estiva di reparti nodali, pronto soccorso, ortopedia e ginecologia con primari a scavalco e a mezzo servizio, devo continuare?”

“Lo ribadisco ancora una volta, costruire nuovi ospedali serve solo a quanti sono affetti dalla “sindrome del mattone”, visto che le patologie tempo dipendenti continuano ad essere concentrate nel barese e gli ictus, gli aneurismi, gli infarti e i traumi del sud e del nord della provincia, continueranno a mietere più morti e disabilità permanenti post-evento. Non servono più ospedali, ma più persone che ci lavorino. A cosa servono nuove strutture se non possiamo assicurare le piante organiche, gli atti aziendali e non facciamo i concorsi per i primari? A cosa servono nuove corsie e sale operatorie se i piani di rientro, i programmi operativi e i commissariamenti, vincolano la nostra spesa ai nulla osta ottenuti ai tavoli affiancanti dei ministeri delle Finanze e della Salute? Solo fumo negli occhi da parte di questa Giunta per far vedere ai cittadini che si sta facendo qualcosa di concreto, mentre la realtà è che non si riesce a ottimizzare la spesa sanitaria per l’inesistenza del controllo di gestione, si continua a far lievitare i costi con le gare centralizzate e non si riesce a rispondere al reale fabbisogno di salute dei cittadini”.

 

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