Liste d’attesa, abolire la libera professione…

 

Liste d’attesa. Da due anni ignorate le nostre proposte per risolvere il problema. Ne ho parlato per pochi minuti con la giornalista di Canale 2.

Liste d’attesa – Quelli dell’intramoenia e dell’extramoenia sono problemi annosi che i fatti balzati agli onori della cronaca negli ultimi giorni hanno nuovamente rappresentato e che le continue denunce di abusi che ricevo stigmatizzano oltremodo i miei convincimenti. L’attività libero professionale va abolita dallo Stato Centrale senza se e senza ma, così come avevo chiesto nel 2016 con una mia mozione (https://bit.ly/2v3cqjh) che impegnasse la Giunta di Emiliano e che invece fu bocciata. Sarebbe un superamento dell’attuale sistema che di fatto ripristinerebbe la meritocrazia tra gli addetti ai lavori, la giustizia sociale tra i cittadini e valorizzerebbe la Sanità Pubblica. Pronto a spiegare i dettagli a chi vorrà approfondire, la competenza esclusiva è statale, ma è ovvio che tale abolizione non potrà prescindere dall’abolizione dell’anacronistico blocco assunzionale introdotto da Tremonti nel 2004, dall’abolizione o rivisitazione alla francese del numero chiuso delle università, dall’adeguamento delle specialistiche al reale fabbisogno, dal turn over puntuale, dal passaggio al ruolo unico del medico, da un’adeguamento stipendiale, dalla modifica del contratto della dirigenza medica, da un taylorismo virtuoso, incentivante e meritocratico, da una rimodulazione dei ticket, dall’abolizione del super ticket, dall’implementazione dei PDTA, PAC, H16, case della salute, etc…più lavori e più guadagni. Sacrosanta, però, deve essere la pressione della Regione Puglia nell’interesse della collettività, Emiliano riveda la sua posizione.

 
Il fatto che si abusi dell’Alpi non lo dico io ma i numeri delle Asl, le indagini in corso e le moltissime di più che dovrebbe essere avviate dai Nas e dalle direzioni generali. Solo per fare un esempio che sono certo sarebbe simile in tutte le altre aziende, le prestazioni sanitarie istituzionali relative all’anno 2017 della Asl Bari sono state 7,3 milioni. Sapete quante sono state nello stesso periodo quelle passate dal CUP Alpi? 74 mila, praticamente l’1%. È evidente che la stragrande maggioranza delle visite specialistiche bypassano il Centro Unico di Prenotazione dedicato e passano dalle linee cellulari dei dirigenti medici, senza voler generalizzare ovviamente, dove oltre al peculato, contestato qualche giorno fa ai 38 medici sui sessanta attenzionati del Vito Fazzi, ci sarebbe da contestare la truffa per il ‘nero’ dilagante. A chi non è capitato di sentirsi dire: “Con fattura 130 e senza 80”. Chissà perché quando si frequentano gli ambulatori istituzionali il tempo scorre lento e quasi quasi sembra che ti stiano facendo un favore. Se provate, invece, ad andare in uno studio privato (Extramoenia o Alpa) o negli inesistenti spazi separati per l’intramoenia, sorrisi e velocità sono di casa perché state pagando di più, out of pocket. La tragedia è che stiamo parlando degli stessi medici, quelli intellettualmente disonesti, che oltre a fare concorrenza al loro datore di lavoro pubblico, sono sleali verso i colleghi che non sono alla dipendenza del sistema sanitario regionale e non possono gestire sale operatorie e corsie ospedaliere. È facile diventare gettonati e bravi se puoi far passare avanti i tuoi pazienti/clienti, tutti gli altri, verosimilmente, non verranno mai operati di ernia per capirci. E’ evidente che per rendere appetibile l’attività libero professionale si punti all’inefficientamento del sistema sanitario pubblico, allungando le liste d’attesa, chiudendo le agende, etc…in assenza pressoché totale di controllo.
 
Concludo dicendo, senza voler essere esaustivo, che l’automatismo della legge proposta dal consigliere Amati, lo stesso automatismo che era contenuto nel mio emendamento alla legge di Bilancio 2018 e che mi bocciò con i suoi a dicembre 2017, è cosa buona e doverosa nelle more che si possa definitivamente superare l’attività libero professionale. Un medico deve scegliere se lavorare nel pubblico o nel privato, la commistione fa male alla nostra salute.
 
Questo il mio emendamento bocciato alla sessione di Bilancio del 22 dicembre 2017

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