Le U.SC.A. previste dal D.P.C.M. del 9 marzo e che dovevano essere operative entro dieci giorni, in Puglia ad un mese e mezzo dal provvedimento, non sono state ancora attivate. Le task-force di medici si sarebbero dovute occupare della gestione domiciliare dei pazienti Covid-19, curandoli a casa ed evitando che le loro condizioni si aggravassero. Le U.S.C.A. in Puglia non partiranno: non ci sono dottori disponibili, pochissime le adesioni all'avviso mentre in alcuni distretti addirittura nessun medico avrebbe accettato di partecipare. Non vogliono farsi contagiare e non hanno l'esperienza per affrontare una situazione di simile portata. Medici di base, pediatri e guardie mediche ovvero i medici della medicina territoriale non lavorano sul campo e non sanno come si prende in carico un paziente, si sentono a disagio e impauriti. Secondo Mario Conca le U.S.C.A. dovrebbero partire dai reparti di pneumologia e di malattie infettive con medici abituati a gestire questi pazienti.

Le U.SC.A. previste dal D.P.C.M. del 9 marzo e che dovevano essere operative entro dieci giorni, in Puglia ad un mese e mezzo dal provvedimento, non sono state ancora attivate. Le task-force di medici si sarebbero dovute occupare della gestione domiciliare dei pazienti Covid-19, curandoli a casa ed evitando che le loro condizioni si aggravassero. La gestione domiciliare dell’epidemia, inoltre, serve ad evitare che gli ospedali si trasformino in focolai di contagio e che le condizioni dei pazienti, curati tempestivamente, si aggravino. Si riduce, in questo modo, il tasso complessivo di mortalità. Le U.S.C.A. in Puglia non partiranno: non ci sono dottori disponibili, pochissime le adesioni all’avviso mentre in alcuni distretti addirittura nessun medico avrebbe accettato di partecipare. Non vogliono farsi contagiare e non hanno l’esperienza per affrontare una situazione di simile portata. Medici di base, pediatri e guardie mediche ovvero i medici della medicina territoriale non lavorano sul campo e non sanno come si prende in carico un paziente, si sentono a disagio e impauriti. Secondo Mario Conca le U.S.C.A. dovrebbero partire dai reparti di pneumologia e di malattie infettive con medici abituati a gestire questi pazienti.

Le U.SC.A. previste dal D.P.C.M. del 9 marzo e che dovevano essere operative entro dieci giorni, in Puglia ad un mese e mezzo dal provvedimento, non sono state ancora attivate. Le task-force di medici si sarebbero dovute occupare della gestione domiciliare dei pazienti Covid-19, curandoli a casa ed evitando che le loro condizioni si aggravassero. La gestione domiciliare dell'epidemia, inoltre, serve ad evitare che gli ospedali si trasformino in focolai di contagio e che le condizioni dei pazienti, curati tempestivamente, si aggravino. Si riduce, in questo modo, il tasso complessivo di mortalità. Le U.S.C.A. in Puglia non partiranno: non ci sono dottori disponibili, pochissime le adesioni all'avviso mentre in alcuni distretti addirittura nessun medico avrebbe accettato di partecipare. Non vogliono farsi contagiare e non hanno l'esperienza per affrontare una situazione di simile portata. Medici di base, pediatri e guardie mediche ovvero i medici della medicina territoriale non lavorano sul campo e non sanno come si prende in carico un paziente, si sentono a disagio e impauriti. Secondo Mario Conca le U.S.C.A. dovrebbero partire dai reparti di pneumologia e di malattie infettive con medici abituati a gestire questi pazienti.

Le U.SC.A. previste dal D.P.C.M. del 9 marzo e che dovevano essere operative entro dieci giorni, in Puglia ad un mese e mezzo dal provvedimento, non sono state ancora attivate. Le task-force di medici si sarebbero dovute occupare della gestione domiciliare dei pazienti Covid-19, curandoli a casa ed evitando che le loro condizioni si aggravassero. La gestione domiciliare dell’epidemia, inoltre, serve ad evitare che gli ospedali si trasformino in focolai di contagio e che le condizioni dei pazienti, curati tempestivamente, si aggravino. Si riduce, in questo modo, il tasso complessivo di mortalità. Le U.S.C.A. in Puglia non partiranno: non ci sono dottori disponibili, pochissime le adesioni all’avviso mentre in alcuni distretti addirittura nessun medico avrebbe accettato di partecipare. Non vogliono farsi contagiare e non hanno l’esperienza per affrontare una situazione di simile portata. Medici di base, pediatri e guardie mediche ovvero i medici della medicina territoriale non lavorano sul campo e non sanno come si prende in carico un paziente, si sentono a disagio e impauriti. Secondo Mario Conca le U.S.C.A. dovrebbero partire dai reparti di pneumologia e di malattie infettive con medici abituati a gestire questi pazienti.