Centri autogestiti. Conca: “Grazie anche alle mie sollecitazioni finalmente la Giunta emanerà a breve il regolamento”

 

“Finalmente dopo le mie numerose sollecitazioni la Giunta sta per emanare il regolamento per i centri di socializzazione autogestiti come il Piazza Grande di Santeramo e il Marco Cavallo di Latiano”. Lo dichiara il consigliere del M5S Mario Conca, che questa mattina ha visitato il centro diurno di Santeramo gestito dall’associazione ATSM “Speranza”, dalla Asl e dal privato sociale.

Seguo le vicissitudini del centro da più di un annocontinua il pentastellatoin cui si uniscono volontariato, servizio infermieristico e tante attività e professionalità per puntare ad una socializzazione che coinvolga l’intera città. Avevo provato a far passare un emendamento a dicembre scorso durante l’approvazione del bilancio di previsione per modificare il comma H della legge 26/2006, sui centri autogestiti sperimentali, ma la maggioranza di Emiliano lo bocciò con la promessa di redigere un regolamento.

Qui il mio intervento in aula

Da allora, dopo aver chiesto all’ambito del Piano Sociale di Zona  di prorogare per l’ultimo anno il progetto sperimentale portato avanti nel centro di Santeramo, ho continuamente tallonato il direttore del Dipartimento di Salute Mentale Semisa, la Dirigente delle dipendenze patologiche De Palma e il direttore di Sezione dell’assessorato alla Salute Campobasso, affinché procedessero con il regolamento per superare la fase di incertezza amministrativa. Adesso – prosegue Conca – hanno promesso che la fase istruttoria sta per concludersi e vigilerò perché sia effettivamente così per garantire serenità a utenti e operatori del Piazza Grande. Emiliano dovrebbe interessarsi alla delega assessorile che ha trattenuto per sé, perché è evidente che non conosce ciò che succede. Sulla sanità mentale è in atto un attacco teso a smantellare sempre più il pubblico e realtà low cost e innovative come il Marco Cavallo di Latiano, il Mens di Modugno, Piazza Grande di Santeramo e l’Art Village di San Severo, a vantaggio di un privato profit che alla recovery preferisce la più remunerativa cronicizzazione. Una situazione che denunciamo da anni, per la quale – conclude – torniamo a chiedere un significativo cambio di passo per quello che riguarda i centri pubblici di salute mentale”.

 

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