A proposito di Gap…my point of view!

 

Proibire non vuol dire curare, il giocatore compulsivo troverà il modo per continuare a rovinarsi la vita scommettendo su altro o facendo qualche metro in più. Il proibizionismo ha fallito sin dai tempi di Adamo ed Eva, tanti sono gli esempi che la storia moderna e contemporanea ci ha consegnato. Mi riferisco al proibizionismo americano dell’alcool che ha fatto la fortuna di Al Capone. Il proibito è sempre più desiderato e sortisce l’effetto contrario. L’azzardopatia va combattuta alla stregua del tabagismo, dicendo che nuoce gravemente alla salute e che rovina le famiglie. Va vietato ai minori con l’introduzione della tessera sanitaria, con l’informazione, con il divieto della pubblicità, con la sensibilizzazione nelle scuole, insomma, un un’approccio olistico e culturale. Abbiamo forse chiuso i tabaccai o li abbiamo allontanati da chiese e scuole? La legge Merlin è emblematica, si è passati dalle case chiuse legali alle roulotte sulle statali e agli appartamenti gestiti dalla criminalità e dai magnaccia. Si è forse ridotto il numero di clienti e adette? No, abbiamo degradato periferie e città. La cura dei giocatori problematici e ludopatici non può ridursi all’inutile distanziometro o all’individuazione dei punti sensibili, perchè più sono decentrati più si aiutano quelli che si vorrebbero curare. Ciò è tanto vero che la gente, spesso, cambia città per andare a giocare o va, addirittura, in autostrada dove non troverà conoscenti. Paradossalmente, più sono centrali e vicini ai luoghi di aggregazione, più li aiuteremo a contenersi. Gli smartphone, poi, hanno donato a tutti l’ubiquità, si può giocare in classe, in sacrestia, nell’oratorio e a tutte le ore del giorno e della notte. Si può giocare online con carta di credito spendendo lo stipendio del mese successivo impoverendosi oltremodo. Ci sono poi il lotto, il lotto ogni 5 minuti, gratta e vinci di tutti i tipi, etc…questi giochi si possono vendere e praticare ovunque.

A questo aggiungo che è davvero singolare che ogni regione possa legiferare come vuole, un federalismo anacronistico e ingiusto. Perché un esercente pugliese deve essere penalizzato rispetto ad un omolgo lucano? Se proprio si deve intervenire sulla materia che lo faccia lo Stato assumendosone l’onere. Se nella stabilità prevedi un gettito fiscale di 11 miliardi, l’unica cosa concreta che otterresti sarebbe quella di registrare mancate coperture finanziarie a favore del sommerso. Il procuratore di Brindisi in commissione sanità disse che la patologia è un’evidenza scientifica, ma è chiaro che combattendo il gioco legale si sta facendo un favore alle mafie. Il gioco legale è controllabile, quello illegale non ha numero civico. Io lo dico da tempo. Non sono mai stato un giocatore, non ho sale scommesse, non ho da difendere interessi privatistici precostituiti, ma sono solito ragionare spogliandomi da preconcetti e pregiudizi. I dati di accesso di pazienti ai servizi sulle dipendenze patologiche delle Asl sono davvero irrisori, avevo fatto tempo fa una richiesta per ottenere dei report. Ai miei colleghi consiglieri ho cercato di spiegarglielo in tutti i modi, ma è difficile convincere chi è convinto del contrario. Peraltro, la proposta di modifica alla legge 43 del 2013 che si discuterà domattina in consiglio regionale, punta alla riduzione dei punti sensibili, non meglio definiti dalla norma nazionale, quindi, seppure il distanziometro rimanesse così com’è, garantirebbe tante zone franche nella stragrande maggioranza dei comuni pugliesi. Come giustamente molti affermano, se non si dovesse procedere in tal senso, il problema verrà solo spostato in periferia agevolando le vere lobbies. Un po’ come è successo con il commercio al dettaglio contro la grande distribuzione organizzata, alla fine andremo a passare le giornate nei casinò decentrati piuttosto che utilizzare piccole sale slot in centro città.

P.S. Tuttavia, ribadisco che il destino di una legge dipende, come sempre, esclusivamente da #Emiliano e dalla sua maggioranza, pertanto, per quanto non la condivida, la posizione dei miei colleghi non potrà impedirne l’approvazione.

Mario

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