Toccante testimonianza del padre di un bambino con paralisi cerebrale il quale denuncia che mentre le attività commericiali, industriali e artigianali hanno riaperto il 4 maggio quelle della sanità ordinaria non sono ancora ripartite. La sua denuncia si riferisce, nella fattispecie, ai servizi dedicati ai disabili come quelli della riabilitazione. Il figlio del signor Nicola, di cui Mario Conca pubblica la lettera inviata ad Emiliano, pur affetto da cerebrolesione, da due mesi non fa fisioterapia. Emiliano non ha ancora risposto all'accorato appello del padre del bambino e per questo Mario Conca, in una lettera successiva, lo ha sollecitato a rispondere. Per evitare danni devastanti il signor Nicola si è rivolto a centri fisioterapici privati; la mancata fisioterapia infatti, in una fase di crescita, può danneggiare irreparabilmente un cervello affetto da paralisi. Il padre del bambino riferisce di aver atteso il 4 maggio ma nessun servizio riabilitativo è stato riattivato anzi le risposte sono state evasive, si è parlato di giorni, si è espresso dispiacere per il disagio ma non si potuto procedere per mancanza di indicazioni dall'alto. Visto il riferimento "al livello più alto" il papà ha scritto direttamente ad Emiliano: "Fa male, molto male. Si parla di far ripartire gli allenamenti individuali o addirittura l'allenamento o l'addestramento degli animali mentre per chi quegli allenamenti sono vitali restano solo le frasi di circostanza e di compatimento che spesso noi famiglie con disabili a carico siamo costrette ad ascoltare".

Toccante testimonianza del padre di un bambino con paralisi cerebrale il quale denuncia che mentre le attività commericiali, industriali e artigianali hanno riaperto il 4 maggio quelle della sanità ordinaria non sono ancora ripartite. La sua denuncia si riferisce, nella fattispecie, ai servizi dedicati ai disabili come quelli della riabilitazione. Il figlio del signor Nicola, di cui Mario Conca pubblica la lettera inviata ad Emiliano, da due mesi, pur affetto da cerebrolesione, non fa fisioterapia. Emiliano non ha ancora risposto all’accorato appello del padre del bambino e per questo Mario Conca, in una lettera successiva, lo ha sollecitato a rispondere. Per evitare danni devastanti al figliolo il signor Nicola si è rivolto a centri fisioterapici privati. La mancata fisioterapia, in una fase di crescita può danneggiare irreparabilmente un cervello affetto da paralisi. Il padre del bambino riferisce di aver atteso il 4 maggio ma nessun servizio riabilitativo è stato riattivato anzi le risposte sono state evasive, si è parlato di giorni, si è espresso dispiacere per il disagio ma non si potuto procedere per mancanza di indicazioni dall’alto. Visto il riferimento “al livello più alto” il papà ha scritto direttamente ad Emiliano: “Fa male, molto male. Si parla di far ripartire gli allenamenti individuali o addirittura l’allenamento o l’addestramento degli animali mentre per chi quegli allenamenti sono vitali restano solo le frasi di circostanza e di compatimento che spesso noi famiglie con disabili a carico siamo costrette ad ascoltare”.

Toccante testimonianza del padre di un bambino con paralisi cerebrale il quale denuncia che mentre le attività commericiali, industriali e artigianali hanno riaperto il 4 maggio quelle della sanità ordinaria non sono ancora ripartite. La sua denuncia si riferisce, nella fattispecie, ai servizi dedicati ai disabili come quelli della riabilitazione. Il figlio del signor Nicola, di cui Mario Conca pubblica la lettera inviata ad Emiliano, da due mesi, pur affetto da cerebrolesione, non fa fisioterapia. Emiliano non ha ancora risposto all'accorato appello del padre del bambino e per questo Mario Conca, in una lettera successiva, lo ha sollecitato a rispondere. Per evitare danni devastanti al figliolo il signor Nicola si è rivolto a centri fisioterapici privati. La mancata fisioterapia, in una fase di crescita può danneggiare irreparabilmente un cervello affetto da paralisi. Il padre del bambino riferisce di aver atteso il 4 maggio ma nessun servizio riabilitativo è stato riattivato anzi le risposte sono state evasive, si è parlato di giorni, si è espresso dispiacere per il disagio ma non si potuto procedere per mancanza di indicazioni dall'alto. Visto il riferimento "al livello più alto" il papà ha scritto direttamente ad Emiliano: "Fa male, molto male. Si parla di far ripartire gli allenamenti individuali o addirittura l'allenamento o l'addestramento degli animali mentre per chi quegli allenamenti sono vitali restano solo le frasi di circostanza e di compatimento che spesso noi famiglie con disabili a carico siamo costrette ad ascoltare".

Toccante testimonianza del padre di un bambino con paralisi cerebrale il quale denuncia che mentre le attività commericiali, industriali e artigianali hanno riaperto il 4 maggio quelle della sanità ordinaria non sono ancora ripartite. La sua denuncia si riferisce, nella fattispecie, ai servizi dedicati ai disabili come quelli della riabilitazione. Il figlio del signor Nicola, di cui Mario Conca pubblica la lettera inviata ad Emiliano, da due mesi, pur affetto da cerebrolesione, non fa fisioterapia. Emiliano non ha ancora risposto all’accorato appello del padre del bambino e per questo Mario Conca, in una lettera successiva, lo ha sollecitato a rispondere. Per evitare danni devastanti al figliolo il signor Nicola si è rivolto a centri fisioterapici privati. La mancata fisioterapia, in una fase di crescita può danneggiare irreparabilmente un cervello affetto da paralisi. Il padre del bambino riferisce di aver atteso il 4 maggio ma nessun servizio riabilitativo è stato riattivato anzi le risposte sono state evasive, si è parlato di giorni, si è espresso dispiacere per il disagio ma non si potuto procedere per mancanza di indicazioni dall’alto. Visto il riferimento “al livello più alto” il papà ha scritto direttamente ad Emiliano: “Fa male, molto male. Si parla di far ripartire gli allenamenti individuali o addirittura l’allenamento o l’addestramento degli animali mentre per chi quegli allenamenti sono vitali restano solo le frasi di circostanza e di compatimento che spesso noi famiglie con disabili a carico siamo costrette ad ascoltare”.